Ritardi di pagamento negli Appalti pubblici: la Commissione invita l’ITALIA e la SPAGNA a garantire che le imprese siano pagate nei termini

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Ritardi di pagamento negli Appalti pubblici: la Commissione invita l’ITALIA e la SPAGNA a garantire che le imprese siano pagate nei termini

9.06.2021 – La Commissione ha deciso oggi di inviare una lettera di costituzione in mora all’Italia e un parere motivato alla Spagna per non conformità delle rispettive legislazioni nazionali alla direttiva sui ritardi di pagamento (direttiva 2011/7/UE). I ritardi di pagamento hanno effetti negativi sulle aziende in quanto ne riducono la liquidità, ne impediscono la crescita e ostacolano la loro resilienza e la loro capacità di diventare più ecologiche e più digitali. Nell’attuale contesto economico, oggi ancor più che in passato, le aziende e le PMI fanno affidamento su pagamenti regolari per poter funzionare e mantenere i livelli di occupazione. La direttiva sui ritardi di pagamento impone alle autorità pubbliche di saldare le fatture entro 30 giorni (60 giorni nel caso degli ospedali pubblici). Conformemente a tale direttiva, le autorità pubbliche hanno l’obbligo specifico di pagare i loro fornitori nei termini e dare il buon esempio nella lotta contro la “cultura” dei ritardi di pagamento nel mondo delle imprese. La Commissione è fermamente determinata a contrastare i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali e ha già avviato procedure di infrazione nei confronti degli Stati membri le cui pubbliche amministrazioni non provvedono a pagare i propri fornitori nei termini.

La Commissione ha deciso oggi di inviare una lettera di costituzione in mora all’Italia, in quanto la normativa nazionale sulle spese di giustizia esclude dall’ambito di applicazione della direttiva il noleggio di apparecchiature per intercettazioni telefoniche nelle indagini penali. La Commissione ritiene che l’esclusione di tali transazioni dall’ambito della direttiva ne costituisca una violazione, in quanto impedisce alle società di noleggio di esercitare i diritti previsti dalla direttiva stessa. L’Italia dispone ora di 2 mesi per rispondere alla lettera e per adottare le misure necessarie, trascorsi i quali la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato. La Commissione adotterà inoltre ulteriori provvedimenti nei confronti della Spagna al fine di garantire la corretta applicazione della direttiva sui ritardi di pagamento (direttiva 2011/7/UE) e prevenire le perdite per le aziende, in particolare per le piccole e medie imprese (PMI), di tale paese. La Commissione invierà un parere motivato alla Spagna nell’ambito della procedura di infrazione avviata nel 2015 a causa degli eccessivi ritardi di pagamento delle sue autorità pubbliche. La Commissione riconosce gli sforzi profusi dalla Spagna negli ultimi 6 anni per migliorare la performance in termini di pagamenti del suo settore pubblico. Tuttavia, nonostante nel corso di questo periodo le autorità centrali abbiano compiuto notevoli progressi, la Commissione è preoccupata per i persistenti ritardi delle autorità regionali e locali, dal momento che le loro performance in termini di pagamenti non sono ancora conformi agli obblighi della direttiva. La Spagna dispone ora di 2 mesi per rispondere ai rilievi espressi dalla Commissione. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà decidere di deferire la Spagna alla Corte di giustizia dell’UE.

Link alla nota integrale: https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/inf_21_2743